11/11/2024

Agenzia delle Entrate - Risposta a interpello n. 219 del 2024

L’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello n. 219 del 6 novembre 2024, ha fornito chiarimenti sull'applicazione degli incentivi fiscali per chi investe in start-up e PMI innovative tramite fondi di investimento qualificati (OICR). L’Agenzia ha ribadito che, ai fini del beneficio, i fondi devono investire prevalentemente in start-up e PMI innovative "ammissibili", con una soglia minima del 70% del patrimonio, come stabilito dall’art. 1 del DM 2019.

Per rispettare il requisito di prevalenza, l’Agenzia ha specificato che sono rilevanti solo i conferimenti in denaro diretti a capitale sociale o riserve sovrapprezzo, esclusi quindi acquisti di partecipazioni da terzi. Questo orientamento si fonda sulla finalità degli incentivi, ossia favorire la nascita e la crescita di imprese innovative attraverso nuove risorse finanziarie. Inoltre, l’Agenzia ha dichiarato inammissibile il quesito relativo alla possibilità di sostituire il business plan con una dichiarazione sostitutiva, in quanto privo di specificità concreta, come richiesto dall’art. 5 del D.Lgs. 156/2015.

In conclusione, gli investitori possono beneficiare delle agevolazioni fiscali solo per investimenti tramite fondi che rispettino le condizioni di prevalenza previste, con investimenti in aumento di capitale o conferimenti diretti nelle PMI innovative.

#InvestimentiInnovativi #StartUp #PMIInnovative #AgevolazioniFiscali #AgenziadelleEntrate

31/3/2026

Corte di Cassazione, ordinanza n. 4781 del 3 marzo 2026

Con l’ordinanza n. 4781/2026, la Suprema Corte ha affermato che l’Amministrazione finanziaria non può riqualificare...
31/3/2026

Sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Modena, n. 107 del 18 marzo 2026

Con la sentenza n. 107/2/26 del 18 marzo 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Modena ha annullato la nota di presa a carico per il pagamento di ritenute IRPEF...
31/3/2026

CEDU, Edilsud 2014 S.r.l.s. e Ferreri contro Italia

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha nuovamente condannato l’Italia per violazione dell’art. 8 CEDU estendendo i principi espressi nel caso Italgomme
Se desiderate avere maggiori informazioni potete scrivere alla nostra segreteria tramite il form di contatto.
Contattaci