22/10/2025

Agenzia delle Entrate- Risoluzione n. 50 del 3 ottobre 2025

Con la Risoluzione n.50 del 3 ottobre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito l’ambito applicativo dell’art. 30-ter del d.P.R. 633/1972, il quale disciplina la restituzione dell’IVA non dovuta.

Il chiarimento nasce da casi in cui un rapporto contrattuale viene riqualificato come somministrazione di lavoro, comportando il recupero dell’IVA inizialmente esposta in fattura.

Secondo l’Agenzia: (i) il soggetto passivo può chiedere il rimborso dell’imposta non dovuta entro due anni dal versamento o, se successivo, dal momento in cui si verifica il presupposto per la restituzione; (ii) in caso di accertamento definitivo che rilevi un’IVA non dovuta, la domanda di rimborso può essere presentata dal cedente/prestatore entro due anni dall’avvenuta restituzione al cliente dell’importo indebitamente addebitato; (iii) la restituzione è esclusa in presenza di frode fiscale.

In conclusione, la risoluzione ha ribadito che la neutralità dell’imposta nei rapporti genuini va garantita: il rimborso dell’IVA non dovuta è ammesso se il contribuente dimostra la restituzione effettiva dell’imposta al cliente e l’assenza di qualsiasi intento fraudolento.

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22/6/2026

Cass. civ., Sez. V, ordinanza 17 giugno 2026, n. 20406

In materia di rimborsi tributari, il silenzio-rifiuto si forma automaticamente decorso il termine di 90 giorni...
22/6/2026

Corte di Cassazione, ordinanza n. 19073 dell’11 giugno 2026

La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 19073/2026 ha ribadito il principio secondo cui la valutazione sull’inerenza dei costi...
22/6/2026

Agenzia delle Entrate, Risposta a interpello 18 giugno 2026, n. 125

Con la risposta n. 125/2026 l’Agenzia delle Entrate esclude l’autonoma soggettività fiscale di un trust residente quando la concreta articolazione...
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