2/9/2026

Cass. pen., Sez. III, sentenza 24 agosto 2026, n. 31782

Con la sentenza n. 31782 del 24 agosto 2026, la Terza Sezione penale della Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per l’accertamento dell’elemento soggettivo del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, previsto dall’art. 2 del d.lgs. n. 74/2000.


La Corte ha ricordato che la fattispecie richiede, oltre alla consapevolezza della fittizietà degli elementi passivi indicati in dichiarazione, il dolo specifico di evasione, consistente nella finalità di evadere le imposte sui redditi o l’IVA, ovvero di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un inesistente credito d’imposta. Tale finalità deve sussistere al momento della presentazione della dichiarazione.


In particolare, la Corte ha affermato che l’annotazione in contabilità della fattura contestata e il suo utilizzo nella dichiarazione fiscale, in quanto elementi tipici del reato, non sono idonei, da soli, a dimostrare la sussistenza dell’elemento soggettivo.


La Cassazione ha inoltre valorizzato le condotte successive dell’imputato, precisando che, nella valutazione del dolo specifico, devono essere considerate anche l’adesione all’accertamento dell’Amministrazione finanziaria e l’esecuzione di pagamenti, ancorché parziali, del debito tributario. Nel caso esaminato, proprio l’omessa adeguata considerazione di tali circostanze ha determinato l’annullamento della sentenza di condanna con rinvio per una nuova valutazione dell’elemento soggettivo del reato.


La Corte ha infine precisato, con riferimento alla particolare tenuità del fatto, che può assumere rilievo non soltanto l’integrale estinzione del debito tributario, ma anche l’entità del debito residuo quando questo sia in corso di estinzione mediante rateizzazione, dovendosi valorizzare anche l’adempimento parziale e l’adesione agli strumenti di definizione del debito con il Fisco.


La sentenza è stata pertanto annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d’appello di Milano per una nuova valutazione.


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2/9/2026

Corte di Cassazione, sentenza n. 31771 del 24 agosto 2026

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2/9/2026

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2/9/2026

Corte di Cassazione, ordinanza n. 24651 del 14 agosto 2026

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