Corte di Cassazione ordinanza n. 6467 del 2021

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6476 del 9 marzo 2021 ha confermato che una società si considera fiscalmente residente...

- Corte cassazione sentenza n. 6467/2021

- Residenza fiscale

- Sede effettiva

- Sede amministrativa

- Contenzioso tributario

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6476 del 9 marzo 2021 ha confermato che una società si considera fiscalmente residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del TUIR se il luogo dal quale partono gli impulsi gestionali e le direttive amministrative si trova nel territorio italiano, a prescindere da dove sia localizzata la sede legale. In particolare, secondo la Cassazione vi è una coincidenza tra la nozione di sede amministrativa e quella di sede effettiva, vale a dire il luogo in cui si concentrano le attività amministrative e di direzione dell’ente e si convocano le assemblee. Con la conseguenza che, laddove sia accertata la presenza della sede amministrativa in Italia secondo questi criteri, la società si considera esterovestita.  La Suprema Corte non ha tuttavia valutato se il criterio fondato sulla prevalenza della sede amministrativa rispetto a quella legale nella valutazione dell’esterovestizione costituisca tuttavia una limitazione alla libertà di stabilimento e se, dunque, sia invocabile solo in caso di abusi quale la natura artificiosa della società estera ovvero di tale sede, come invece richiesto dalla Corte di Giustizia UE (sentenza C-196/04, Cadbury Schweppes e Cadbury Schweppes Overseas).

Condividi

News Correlate

Commissione Tributaria Regionale del Piemonte del 23 giugno 2021 n. 498

Con la sentenza n. 498/2021, la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte ha confermato l’illegittimità degli avvisi di accertamenti che pongono in...

leggi tutto
Risposta ad interpello n. 579 del 6 settembre 2021

Con la risposta n. 579/2021, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che è detraibile l’Iva relativa a prestazioni di servizi ricevute prima del fallimento...

leggi tutto
risposta ad interpello n. 581/21

Con la risposta n. 581/21, l’Agenzia ha chiarito che nessuna sanzione è dovuta dal contribuente che abbia erroneamente usufruito...

leggi tutto