Ordinanza della Corte di Cassazione n. 35504 del 2 dicembre 2022

la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito che nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria proceda alla rettifica del reddito ai sensi dell’art. 39, comma 1...

Con l’ordinanza n. 35504 del 2 dicembre 2022 la Corte di Cassazione si è pronunciata nuovamente con riferimento al riconoscimento dei costi nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria proceda alla rettifica del reddito ai sensi dell’art. 39 del d.P.R. 600/1973.

In particolare, nel caso di specie, l’Ufficio ha accertato con le modalità di cui all’art. 39 del d.P.R. 600/1973. una maggiore Ires a carico dell’Associazione contribuente disconoscendo la natura di associazione sportiva dilettantistica. Senonché i giudici di appello, se, per un verso, hanno confermato la natura di impresa commerciale dell’associazione contribuente, per altro, hanno negato il riconoscimento dei costi in quanto non risultanti dalla contabilità.

Tanto premesso, con l’ordinanza in commento la Suprema Corte ha condivisibilmente censurato la sentenza impugnata nella parte in cui non ha riconosciuto la deduzione dei costi comprovati in giudizio dalla contribuente una volta riqualificata l’associazione come soggetto esercente l’attività d’impresa.

Ed infatti, secondo la costante giurisprudenza della Cassazione, qualora l’Agenzia delle entrate proceda alla rettifica del reddito d’impresa mediante l’accertamento analitico induttivo, il contribuente può dimostrate l’esistenza di costi deducibili afferenti ai maggiori ricavi. Ebbene, come ribadito dalla Suprema Corte, in sede di accertamento induttivo l’Amministrazione finanziaria nella ricostruzione della situazione reddituale del contribuente deve tenere conto delle componenti negativi di redditi emerse posto che l’eventuale assoggettamento ad imposta del profitto lordo contrasterebbe irreversibilmente con il principio di capacità contributiva sancito dall’art. 53 Cost.

Pertanto, dal momento che nel caso di specie l’associazione ricorrente ha dimostrato documentalmente in giudizio l’esistenza dei costi, la Suprema Corte con l’ordinanza in commento ha riconosciuto in capo alla contribuente il diritto a deduzione dei componenti negativi del reddito

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