13/11/2023

Sentenza della Corte di Cassazione n. 31174 del 9 novembre 2023

La Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di imposta di registro applicabile ad una delibera assembleare con cui è stato deliberato un finanziamento dei soci a favore della società.

La Suprema Corte si è pronunciata a seguito del ricorso della società contribuente avverso due avvisi di liquidazione ed irrogazione di sanzioni in materia di imposta di registro con cui l’Agenzia delle Entrate contestava la omessa registrazione e l'omesso versamento quanto ai finanziamenti infruttiferi ritenuti enunciati ai sensi dell'art. 9, Parte I della tariffa allegata al DPR n. 131 del 26 aprile 1986. L'Ufficio, qualificando i finanziamenti soci quali operazioni di mutuo, aveva ritenuto applicabile l'imposta di registro proporzionale nella misura del 3%.

La Suprema Corte, confermando la pronuncia di secondo grado, ha ritenuto che l’interpretazione della delibera assembleare fornita dai giudici di merito non fosse implausibile, avendo essi ritenuto e motivato che la volontà delle parti, relativamente al finanziamento, si fosse già perfezionata nella delibera assembleare ed emergesse dal relativo verbale. Con la conseguenza che il contratto di finanziamento, secondo i giudici, si sarebbe già formato nel corso dell’assemblea, in forza dell’incontro tra le volontà delle parti, mentre il successivo atto altro non era che una “mera conferma della volontà già espressa in assemblea”. In virtù di tale interpretazione, secondo la Suprema Corte, alla delibera assembleare va applicata l’imposta di registro nella misura del 3%.

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CEDU, Edilsud 2014 S.r.l.s. e Ferreri contro Italia

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha nuovamente condannato l’Italia per violazione dell’art. 8 CEDU estendendo i principi espressi nel caso Italgomme
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